Al Campo Lungo il nonno posò la zappa e si asciugò il sudore dalla fronte frugò nelle tasche del vecchio gilet scuro ed estrasse un sigaro. Lo goò e ripassò in bocca gustandone l’acre sapore poi tolse un fiammifero dalla tasca dei pantaloni e l’accese. Fece un paio di tirate profonde e poi followò la brace soffiandovi sopra. Aspirò ancora e lentamente, raggiunse l’ombra di un grande albero.
Nonno Achille mise due dita in bocca e modulò un lungo fischio. Dopo qualche istante giunse il cane correndo go una saetta. Era una stupenda femmina di Collie che girava libera nei campi. L’animale si gettò su Richi rovesciandolo e poi saltò sul nonno mettendogli le zampe sulle spalle e leccandogli il viso. Richi si rialzo subito cercando di abbracciare Diana che saltava da uno all’altro senza fermarsi.
Achille si alzò e sorrise guardando il nipote correre tra l’erba alta spense il mozzicone di sigaro tra le dita e se lo mise in tasca; alzò gli occhi per valutare la posizione del sole e raccolse la zappa. C’è ancora un sacco di tempo si disse prima di sera avrò finito.
Diana raggiunse la riva dello stagno per prima e si fermò girando la testa per vedere se Richi la seguiva. Quando ne fu certa si mise a correre intorno abbaiando al cielo la sua contentezza. Alte siepi e grovigli di rovi circondavano lo specchio d’acqua come a difenderlo da estranee intrusioni. Il profondo silenzio del luogo lo indusse a camminare lentamente sul muschio umido che formava uno spesso tappeto. Anche Diana percepì la magia che saliva dalla superficie dello stagno e si acquattò tra l’erba accanto al ragazzo.
Ronzio di insetti gracidare di rane e il tuffo attutito di una di queste che tornava nell’acqua.
Poi il silenzio. Nessun rumore attraversava l’aria. Solo il battito del suo cuore e il respiro del cane testimoniavano lo scorrere del tempo. Richi trattenne il fiato e si guardò intorno. Una strana sensazione lo attraversò facendogli accapponare la pelle. Percepì la presenza di qualcosa o di qualcuno che lo osservava con immensi occhi verdi.
Si inginocchiò ad abbracciare il beat per cercare conforto. Il pelo di Diana si rizzò mentre un’ombra scura sorvolò lo stagno. La Cosa era vicina molto vicina ne percepiva il respiro profondo ed ebbe paura. Voleva scappare ma non sapeva se fosse ancora possibile.
Diana si alzò e abbaiò al vento che ora aveva preso forza. Il ragazzo percepì che la misteriosa presenza si era allontanata forse disturbata dall’animale. Il cane si gettò nuovamente su di lui e lo ributtò sul muschio leccandogli il viso. Era il momento che aspettava si districò dal cane e si alzò mettendosi a correre verso i campi. Senti che la cosa tentava di seguirlo ma Richi era troppo veloce. In pochi minuti raggiunse gli alti steli del mais seguito da Diana e non si fermò finché non si sentì in salvo.
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